“Il sole ormai è in Etiopia”

“Il sole ormai è in Etiopia”

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Hanno viaggiato tutto il giorno in posti lontani e bellissimi e sono soddisfatti. Si guardano negli occhi e scoppiano a ridere. Poi senza dirsi nulla, con un gesto del tutto naturale, salgono sull’acacia, la più alta. Guardare la luce del sole che illumina la savana a quell’ora del pomeriggio è uno spettacolo che non ci si stanca mai di ammirare, nonostante sia lo stesso quasi tutti i giorni. A quell’ora la savana assume un aspetto davvero magico. Sembra diventare più grande, più estesa e infinita. Nonostante le spine lunghe e dure dell’acacia, i due bambini hanno imparato a conoscerla e domarla. Riescono a salire e a restare seduti comodi sopra l’albero come su un’amaca.
“Il sole ormai è in Etiopia”. Rompe il silenzio Hassan.
“Che dici, il sole è sempre nel cielo, siamo noi con la terra che giriamo”.
“Sì lo so, ma adesso che è là, verso ovest, è sopra l’Etiopia. Non è più sopra la Somalia”.
Abubakar per un attimo osserva perplesso il sole verso l’Etiopia, poi guarda Hassan e annuisce, come a dire: “hai proprio ragione, il sole adesso è in Etiopia”.
[…] Hanno da tempo imparato ad ammirare e godere del sole al tramonto. Della luce che allunga la savana fino all’infinito. Dell’aria che rinfresca e dà sollievo sulla pelle. Del bel torpore che genera il sole a quell’ora. Non ci si può stancare mai di godere del tramonto nella savana. Il disco è sceso all’orizzonte. È anche oltre l’Etiopia, ma il loro confine termina lì. Oltre non sanno che terre ci siano.
Come tocca l’orizzonte, in pochi secondi scompare, lasciando un bagliore giallo arancio che diventa gradualmente sempre più scuro colorando il cielo di un turchese intenso.
I due bambini quasi ipnotizzati da quello spettacolo sembrano non preoccuparsi dell’arrivo della notte. Seduti uno accanto all’altro sopra l’acacia, la più grande di un gruppo di tre alberi, restano a scrutare l’orizzonte oltre il cielo d’Etiopia.